I DISORDINI DELLO SPETTRO AUTISTICO

Molti i sintomi che caratterizzano i disordini dello spettro autistico (ADS): dal sintomo cardine, quello “sociale”, della difficoltà di comunicazione, alla difficoltà di interpretazione di ciò che gli altri pensano o agiscono, alle difficoltà di linguaggio e delle regole sociali del suo uso, dalla difficoltà di comprensione del linguaggio del corpo, del tono della voce, delle espressioni facciali, alle alterazioni della vista dell’udito, del tatto, dell’odorato, ed anche alla alterazione degli stimoli senso motori quali l’equilibrio e la percezione della posizione nello spazio; per non parlare dei sintomi associati o delle condizioni patologiche non esclusive dell’autismo.

Tutto può far parte dei disordini dello spettro autistico in modo vario ed estremamente unico per ciascun individuo.

Lungo l’elenco delle terapie proposte: l’ABA (Applied Behavior Analysis), il VB (Verbal Behavior), il PRT (Pivotal Response Treatment), l’ESDM (Denver Model), il TEACCH … Non esiste una terapia valida per tutti e per sempre, inoltre alcune terapie sono supportate dalla ricerca ed altre, basandosi su studi osservazionali o su casi singoli, no o non ancora.

 In generale le terapie vengono usate per far emergere e sviluppare il potenziale di ciascuno, bambino o adulto,e possono essere applicate contemporaneamente ed integrate l’una con l’altra.

Benché i disordini dello spettro autistico siano una condizione che usualmente accompagna tutta la vita, sia i bambini che gli adulti possono beneficiare di terapie per ridurre i sintomi e migliorare la capacità di comunicazione e le abilità cognitive e motorie, e, sebbene la cosa migliore sia intervenire il più precocemente possibile, gli interventi terapeutici sono efficaci lungo tutto il percorso di vita.

La raccomandazione generale è che le ore dedicate alla terapia siano elevate, dalle 25 alle 40 ore settimanali; questo significa che l’integrazione tra i servizi, la scuola, la famiglia, il terzo settore deve essere stretta e far convogliare tutti gli attori del processo terapeutico e riabilitativo/abilitativo su obiettivi comuni e condivisi.

 

Il nostro progetto, rivolto ai bambini e ai giovani adulti affetti da ADS, deriva da queste considerazioni proponendo attività che stimolino i sintomi sociali e senso motori.

Inoltre a livello innovativo e sperimentale per i giovani adulti (dai 18 anni in su') proponiamo anche l’uso del metodo ABA in quanto recenti sperimentazioni sviluppate presso l’Educational Center for Autism Research and Treatment dell’Università della California confermano l’ABA come strumento efficace per costruire importanti abilità necessarie ad affrontare la vita quotidiana anche in giovani non precedentemente trattati.

Metodologia ABA : un percorso di autonomia

Il metodo Applied Behavior Analysis (ABA) è un trattamento comportamentale si basa sulla teoria del condizionamento operante di Skinner che definisce l’apprendimento come una ripetizione di risposte la cui produzione aumenta se il comportamento viene premiato perché adeguato al contesto.

L’emissione di ogni comportamento viene influenzato nella sua frequenza dagli antecedenti e dalle conseguenze ed è possibile intervenire diminuendo i comportamenti indesiderati ed aumentare quelli desiderati. Una volta appresa la probabilità di frequenza tra stimolo e risposta si potrà prevedere la reazione del soggetto e formulare un programma adeguato per incrementare o ridurre il comportamento conseguente.

L’ABA è una scienza finalizzata alla modifica di comportamenti socialmente significativi e mira a comprendere il comportamento attuale in base alle variabili contestuali che lo influenzano. I programmi vengono diversificati da paziente a paziente in base alle capacità di apprendimento e al grado di autismo.

Non è una cura, ma un modo per stimolare il soggetto autistico e fargli recuperare o adottare delle capacità che non è in grado di manifestare. Ciò a cui questa terapia mira è comprendere quali conseguenza porta per il soggetto autistico l’attuazione del comportamento problematico (attenzione del genitore, evitamento di qualcosa di negativo o ottenimento di qualcosa di gradito), al fine di sostituirlo con un comportamento alternativo che soddisfi il comportamento stesso.

L’ABA si basa sui principi del rinforzo e sulla stimolazione della motivazione della persona (estabilishing   operation)   per    favorire    l’apprendimento    di    nuove    abilità.   

MUSICOTERAPIA

Effetti della musicoterapia

Gli effetti della musicoterapia a livello psicologico e soprattutto a livello cognitivo sono ampiamente descritti e validati da numerosissime pubblicazioni e studi, che ne apprezzano la capacità di intervenire positivamente sul quadro psicopatologico attraverso il miglioramento delle capacità comunicative, il miglioramento della socializzazione ed il miglioramento di manualità’ e coordinazione.

In particolare per quanto riguarda i bambini, la musicoterapia si è misurata nei disturbi di apprendimento, nei ritardi nello sviluppo e produzione del linguaggio, nelle dislessie, nei disturbi caratterizzanti lo spettro autistico.

Per sviluppare le abilità sociali dei bambini con autismo sono stati usati diversi metodi di trattamento ma ormai - visti i riscontri positivi importanti in molti paesi del mondo in termini  di  costo-efficacia,  facilità  di  utilizzo,  non  invasività  -  la  musicoterapia ha guadagnato l’attenzione della comunità scientifica internazionale.

La letteratura scientifica propone la musicoterapia per migliorare le abilità sociali nei bambini con autismo, per indirizzare sviluppo, adattamento, obiettivi riabilitativi nelle aree psicosociali, cognitive, senso motorie.

Se da un lato il miglioramento del linguaggio è legato alla capacità della musicoterapia di indirizzare l'ascolto, la percezione, la memorizzazione dei suoni e delle strutture musicali, dall'altro, nel setting terapeutico si integrano vista, udito, abilità motorie ed emozioni e ciò può spiegare perché la musicoterapia sia efficace anche nei bambini con disturbi di comunicazione gravi.

In particolare la musicoterapia risulta più efficace nel mantenere il miglioramento nelle abilità di "point attention" per quanto riguarda la capacità sia di avviarla che di mantenerla.

Ciò viene misurato attraverso il punteggio "initiation of joint attention" riferito al comportamento "presenza di contatto visivo" ed al "puntamento o la mimica per mostrare l'intenzione di condividere l'esperienza di gioco con l'esaminatore" ed il "responding to join attention" riferito al numero di volte in cui il bambino segue correttamente la gestualità ed il puntamento dell'esaminatore.

Inoltre, la musicoterapia è associata con il significativo incremento del tempo di contatto oculare.

ARTI MARZIALI

Taekwondo e benefici per soggetti autistici

I bambini con disordini dello spettro autistico spesso presentano difficoltà nelle attività motorie di base con alterazione nella deambulazione, corsa o salto a causa di un deficit dell’equilibrio e tale deficit, oltre ad aumentare il rischio di cadute, limita la possibilità di partecipare ad attività fisiche che di fatto facilitano l’inclusione nel gruppo di coetanei e di conseguenza le opportunità relazionali.

Molti sono gli studi che hanno affrontato il problema del deficit dell’equilibrio e le possibili attività riabilitative in grado di migliorarlo come l’equitazione ed il nuoto ma risulta particolarmente interessante l’intervento con il Taekwondo, una antica arte marziale, di cui si utilizzano movimenti e posture ovviamente non indirizzati al combattimento o al contatto aggressivo.

Recentissimi (2015 e 2016) studi controllati condotti su bambini con disturbi dello spettro autistico hanno messo in evidenza come un training con il Taekwondo determini un aumento delle connessioni con il cervelletto, struttura deputata all’equilibrio, e un aumento significativo dell’equilibrio su una gamba sola ad occhi chiusi e ad occhi aperti e sulle due gambe su una superficie instabile.

Il Taekwondo presenta inoltre, per gli obiettivi da noi proposti di miglioramento qualitativo e quantitativo delle capacità relazionali, l’indubbio vantaggio di essere una metodica che si esercita in gruppo a differenza di altre attività fisiche che se pure efficaci sono praticate individualmente.

 

IGIENE DENTALE

L'igiene dentale potrebbe apparire come una attività rientrante tra quelle proposte dal metodo ABA.

Essa invece rientra tra le attività sanitarie, cioè per le quali sono necessari percorso di studio e professionalità specifici e certificati.

Per tale motivo, il progetto dedica ad essa una sezione apposita.

Igiene dentale e autismo

Dal punto di vista strettamente clinico, in genere le problematiche che riguardano i bambini autistici sono le stesse dei bambini senza il disturbo.

Sono però pazienti che hanno altri problemi prioritari rispetto a quelli odontoiatrici e arrivano in genere a preoccuparsi del cavo orale quando la situazione è già deteriorata. Così spesso si arriva a dover intervenire su una problematica orale non lieve, ma già molto complessa su pazienti che hanno problemi e che non hanno molte possibilità - almeno all'inizio - di essere collaborativi.

Il paziente autistico è estremamente routinario e per esso è estremamente stressante il solo fatto di doverla modificare per andare dal dentista invece che, per esempio, a scuola o al centro riabilitativo.

Risulta fondamentale quindi utilizzare un approccio che riduca al minimo lo stress, adoperando tutta una serie di accorgimenti "tranquillizzanti" che derivano da specifiche tecniche che facilitano la relazione e la comunicazione con il soggetto autistico.

L’obiettivo principale dell’intervento è:

-favorire la prevenzione, rendendo i pazienti autonomi e coscienti della necessità dell'igiene orale, non solo per il loro benessere ma anche per alleviare le responsabilità delle famiglie e dei Caregiver;

-raggiungere una buona igiene orale del paziente autistico.

Una buona prevenzione contribuisce infatti a raggiungere una drastica riduzione del ricorso alla sala operatoria e all’anestesia generale/sedazione: l’ospedalizzazione permette di non dover fare i conti con la scarsa o nulla collaborazione del paziente ma rimane comunque un intervento pesante dal punto di vista fisico per i rischi operatori legati all’anestesia, al tempo operatorio, alle scelte di intervento che spesso portano verso un approccio non conservativo.

 

Tutte le attività sono condotte da specialisti del settore e coordinate dal neuropsichiatra infantile.

 

Per inserire i bambini, adolescenti o giovani adulti in uno o più di questi percorsi contattare

dott.ssa Antonella Zadini 3484010974

a_zadini@yahoo.it